Le recinzioni delle tendopoli non possono essere frontiere per l'informazione
“È un diritto inviolabile dell'individuo la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”
Articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
Protesta per il sisma, domani sfollati a Roma "Ma volantinaggio vietato nelle tendopoli" è il titolo di un articolo pubblicato dal giornalista Giuseppe Caporale sul sito del quotidiano La Repubblica. Il contenuto conferma l'informazione secondo la quale sarebbe stato impedito agli organizzatori del sit in previsto per martedì 16 a Roma, in piazza Montecitorio, di diffondere le informazioni riguardanti l'organizzazione dell'iniziativa.
Secondo quanto scritto nell'articolo, questo divieto sarebbe l'ultimo di una serie di provvedimenti presi dalla protezione civile per garantire uno svolgimento quieto della vita nei campi.
Si tratta del divieto di somministrazione di caffè, cioccolata e vino, e del divieto di organizzare assemblee all'interno dei campi.
Comprendiamo bene che i divieti non sono mai graditi ma sappiamo anche, per cultura e per esperienza, che esiste un limite oltre il quale la libertà si trasforma in abuso. Sappiamo anche che i limiti alla libertà individuale, se guidati da principi di bene comune, hanno un valore sociale che è la ragione stessa del vivere nella comunità, una comunità che oggi dispone di spazi ristretti.
Per questo comprendiamo che una dieta mirata può facilitare la vita nei campi ai cittadini che si trovano a vivere per mesi nelle tende così come agli operatori, prevalentemente volontari, nello svolgimento della loro funzione delicata e faticosa.
Considerazioni analoghe valgono per l'organizzazione delle assemblee promosse dai cittadini che soggiornano nelle tendopoli. Immaginiamo che sia molto utile ai volontari che gestiscono i campi che lo svolgimento delle assemblee avvenga al di fuori delle tendopoli. Lo capiamo e possiamo accettarlo come provvedimento “necessario”. Per quanto possibile e compatibilmente con la disponibilità di spazi alternativi.
La diffusione delle informazioni relative all'iniziativa di un gruppo di comitati civici è un fatto diverso. La distribuzione di volantini all'interno dei campi è l'unico strumento di comunicazione a disposizione dei comitati che hanno la necessità di informare la popolazione terremotata dell'esistenza, delle ragioni e delle modalità di svolgimento di un'iniziativa pubblica.
Non sono disponibili altre forme di comunicazione, ammesso che sulla forma di comunicazione scelta possa intervenire un provvedimento restrittivo che non sia anche un limite di espressione di un diritto inviolabile dell'individuo, dunque garantito dall'articolo 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, qual è quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere (articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo).
Enrico Colaiacovo
info@unmanifestoperlaquila.it
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